Itinerario 4

Prati Verdi, La Psioun, Pietra Salara, La Cegna

Lunghezza chilometrica: 32 km circa
Tempi di percorrenza: 5,50 h

Dislivelli:
tra Prati Verdi e la Psioun: 244 metri
tra la Psioun e Pietra Salara: 183 metri
tra Pietra Salare e Sant'Igne: 326 metri
tra Sant'Igne e La Cegna: 72 metri

Acqua lungo il percorso:
15  sul fiume Uso, per cavalli
16  sul Rio Morsano, per cavalli
17  sul fiume Marecchia, per cavalli
18  fonte San Francesco
19  a Santa Lucia
20  sul torrente Mazzocco, per cavalli


NOTE SUL PERCORSO:
Dal Centro Equestre si risale il colle fino a quota 274, si rimane a sinistra e si ritorna a Ca di Bucci. Passato il capanno a destra si nota un sentiero coperto d'erba che comincia lievemente a scendere, costeggia il campo e ritorna a scendere più rapidamente. In quel tratto il sentiero è rovinato dall'acqua piovana che ha creato un piccolo fosso. Cercare di rimanere a destra e tagliare qualche ramo. In fondo, dopo il laghetto che dall'alto si vede, meglio tenere la destra per evitare un sentiero troppo ripido che riporta a Ginestreto, ma prendere quello che porta a quota 272 che sale abbastanza comodamente. Da lì si raggiunge facilmente le strada per Ginestreto.
Attraversare la strada direttamente fino alla rete dell'Impianto di discarica dei solidi urbani, girare a destra e seguire la recinzione in un sentiero artificiale erboso e comodo all'inizio.
Gradualmente comincia a scendere, per poi andare giù abbastanza a picco. Il punto più pericoloso è quando si restringe sopra il fosso, quando diventa largo due metri circa per una lunghezza di 20 metri. Il sentiero va percorso quando è asciutto.
Durante l'inverno o nei periodi di fango, si può evitare il passaggio passando per il tragitto di andata che passa per il rudere di Colombara. In fondo, sulla strada, cercare l'ingresso del sentiero che vi riporta in quota dapprima piuttosto in salita, poi comincia a essere meno pesante.
Proseguendo lungo il tratturo si arriva in un campo e si tocca quota 400 metri. Giunti nei pressi del Monte Leta svoltare a destra seguendo le indicazioni per l'agriturismo La Psioun.
Da qui voltare alla seconda a destra seguendo il logo con la testa di cavallo.
Dopo una breve rampa il tratturo attraversa il bosco fino ad un bivio:
voltando a destra si va all'osteria dell'agriturismo (Cà Nardini o Mordini) che dispone di poste e box;
voltando a sinistra si va alle casette indipendenti dell'agriturismo La Psioun ( Loc. Casano) sempre con disponibilità di box cavalli.
Da casano proseguire per Cantina poi a sinistra per la Casetta e quindi Case Castello:il “Castrum Schiani” è  un posto veramente magico.

Si prende l'asfalto e si costeggiano le case di Le Cuti e dopo Ca' Modello si devia per entrare in via Romagna, in modo che l'attraversamento pericoloso dell'asfalto avvenga in maniera diretta.
Una volta attraversato, si entra in via Pietra Salara, si tiene la sinistra tra le case e si può fare sosta al punto tappa o procedere direttamente verso il fiume, prendere la ciclabile, attraversare il fiume per il Passo della Volpe, per salire poi verso Sant'Igne. È necessario orientarsi bene per trovare il punto per entrare nella strada dopo il guado, ma non è complicato. Bisogna stare però attenti al fiume e alle zone di fango.
Seguire la strada fino al Convento di Sant'Igne non è difficile. È un percorso inizialmente di ghiaia, poi diventa erboso, poi di nuovo di ghiaia e sale di quota con una pendenza non pesante. Da qui si può girare a sinistra per il B&B “da Anna”.
Dal convento si prende una strada che porta al Fontanile di San Francesco, passa vicino ad una casa: tenere la sinistra per trovare il sentiero antico che vi porta alla croce di quota 658, compie un semigiro e porta direttamente al cimitero di San Leo. L'attraversamento dell'asfalto è pericoloso, perché in prossimità di una curva. Per diminuire il pericolo, occorre proseguire a sinistra e allontanarsi dalla curva e poi attraversare in fretta. Se in gruppo, attraversare al trotto, formando una riga e non in fila.
Prendere il sentiero, passare di fianco alle case e costeggiare l'asfalto e fare attenzione a imboccare il sentiero che porta a rudere di quota 559. È un sentiero scarsamente usato e spesso chiuso. Case Salvalacchio si percorre la strada asfaltata interessata da scarso traffico e da mezzi agricoli, per raggiungere il piccolo borgo di Santa Lucia.
Si prosegue come indicato nella cartina, fino a superare il ponte sul torrente Mazzocco. Subito dopo il ponte, all'altezza di Molino del Conte, un sentiero se ne va dalla vostra destra per raggiungere il gruppo di case di San Giogano. Nella via principale si svolta a destra e la si percorre per circa 300 metri e a sinistra prende vita un sentiero che sale di quota e finisce al Centro Agrituristico La Cegna.


ALTERNATIVE DELLA PARTENZA
DAL CENTRO EQUESTRE PRATI VERDI:

All'agriturismo La Psioun è possibile realizzare brevi passeggiate sui sentieri segnalati con l'ausilio di mappe che la struttura mette a disposizione deli ospiti.

Dall' osteria LuPa verso Casano, poco prima a sinistra (o da Casano verso l'osteria a destra) e tenendo poi sempre la sinistra fino al Monte Leta, quindi in vista Montebello raggiungerlo passando per Monte Matto, oppure svoltare a destra per Rontagnano, passare Cà Vanone per M. del Ronco e scendere per Case del Fiume a destra per Cà Tauriggi, Passata poi per Cà Cipriano e Case Valle.
Proseguendo a destra si ritorna facilmente alla Psioun mentre a sinistra si va verso la chiesetta di Uffogliano quindi Rambocchi, a sinistra per Cà Crocelle, la Casetta e Case Castello ove i ruderi del "Castrum Schiani", tornando a Cà Crocelle a sinistra per la Cantina poi a destra per Casano La Psioun.
Da case castello è possibile allacciarsi all'itinerario 4; da Case Fiume è possibile collegarsi al percorso della ciclabile appunto sul fiume Marecchia. Molto interessante è anche il collegamento da La Psioun - Casano - Cantina - Cà Campitello - Cà Satanasso - Fagnano di Sotto - Talamello; o tra Cà Satanasso e la serra a sinistra per Secchiano sulla strada Romana. Deviando a sinistra per la Doccia poi Case Castello si riprende il già citato
percorso per la Psioun.

Tratta A: dal centro raggiunge quota 274, piega a sinistra e arriva al falsopiano tra i campi in direzione Ca di Bucci.

Tratta B: si segue la riva del fiume Uso sopra la stradina fino alla confluenza del fosso. Si segue il fosso tenendolo a destra. Tratta sempre in piano fino alla curva, poi comincia a salire gradatamente fino a C. Valle. Continuare fino a Ca di Bucci. È un sentiero molto gradevole, fresco d'estate e molto bello.

Tratta B': è il percorso B, che invece di salire segue ancora la riva del fiume. Inizialmente c'è sempre la stradina che a un certo punto si allontana dalla riva e tra i cespugli si inoltra alla casupola diroccata che viene mostrata in cartina. Si procede ancora per 50/100 metri fino ad un rimboschimento e il terreno da pianeggiante che era si trasforma in declivio alberato da piantagione.
È opportuno attraversare la piantagione salendo subito di qualche decina di metri, perché il terreno verso il fiume presenta inizi di frane con spaccature. Più in alto si attraversa bene e, se si continua seguendo in parallelo il fiume, si entra nella strada che porta direttamente e in rapida ascesa al rudere di Ca Rugliano. Fare attenzione alla curva e andare a sinistra.
A destra si andrebbe comunque nel campo e non c'è pericolo di sbagliare. Dopo la curva il tratto è più pianeggiante. Da Ca Gugliano il percorso è panoramico e segue il crinale salendo in maniera gradevole fino alla strada di Ginestreto.

Tratta C: da Ca di Bucci si prende a destra, come spiegato precedentemente
e si ritorna sempre sull'asfalto di Ginestreto (vedi descrizione pag. precedente).

Tratta D: è un sentiero largo e quindi evidente, ma sale troppo. È da praticare in discesa quando non è bagnato. Non lo consiglio per risalire, ma in discesa può essere una rapida alternativa per chi va di fretta o per andare direttamente al laghetto. Dalla strada di Ginestreto, inizia poco dopo la piccola cappella solitaria e segue la strada per abbassarsi gradualmente; poi inizia a voltare a destra e taglia le curve di livello fino in fondo.

Periodo consigliato: il pericolo viene dal solito terreno argilloso che, quando è bagnato, diventa sapone e per i cavalli è difficile stare in equilibrio, specialmente se montati da inesperti. Quando è troppo asciutto, le spaccature sono ancora più temibili. La conoscenza del territorio e dell'equitazione possono ridurre notevolmente i rischi e comunque sono circoscritti alle zone argillose. Non siamo in alta quota e un riparo lo si trova abbastanza rapidamente. Tolti i mesi dove c'è il rischio di abbondanti nevicate o forti piogge che facilitano le frane, con un po' di prudenza è un percorso che si può fare quasi sempre.

Cartografia:
Sezione IV (San Marino) Foglio 267
Sezione I (Mercato Saraceno) Foglio 266
Sezione III (Macerata Feltria) Foglio 267

Limiti amministrativi:
Regione: Emilia Romagna
Provincia: Forlì - Cesena
Comune: Sogliano al Rubicone

Regione: Marche
Provincia: Pesaro - Urbino
Comuni: Novafeltria, San Leo

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