Itinerario 3

La Miniera, Pian del Bosco, Casa Ugolina, Ca' del Gallo, Ca' del Vento, Prati Verdi

Lunghezza chilometrica: 27 km circa
Tempi di percorrenza: 4,30 h / 5,00 h

Dislivelli:
tra La Miniera e Ca' del Vento: 219 metri
tra Ponte S. Maria Maddalena e Monte la Costa: 216 metri
tra Monte La Costa e Prati verdi: 269 metri

Acqua lungo il percorso:
11
  punto acqua senza abbeveratoio
12  sul fiume Marecchia, per cavalli
13  Sorgente Ruffiano
14  sul torrente Morsano, per cavalli

NOTE SUL PERCORSO:
La prima parte non presenta particolari difficoltà, a parte nel punto indicato su cartina come quota 556, sul sentiero che scende da Monte Mascellino. In carta si nota che il tratto si dirige sul colle della quota sopra indicata, ma finisce proprio come disegnato. Poco prima a sinistra, c'è un campo: entrare nel campo, scenderlo rimanendo a destra dove s'incontra il proseguo del sentiero.
È importante prestare attenzione all'attraversamento della Statale 258 per raggiungere località Ca' del Vento. Lungo il fiume esiste la possibilità di percorrere la pista ciclabile per quasi l'intero tratto mostrato in carta, oppure seguire semplicemente la riva del fiume tra la bassa vegetazione fluviale.
Nel risvolto è evidenziato il passaggio pericoloso in prossimità del Ponte S. Maria Maddalena. Alla fine del sentiero vi è un muro dalla cui spalla sporgono dei ferri che possono ferire un cavallo e il cavaliere. Nel folto della vegetazione non si vedono e solo chi lo sa riesce a evitarli passando in un altro punto.
Dopo questo passaggio, la prossima difficoltà consiste nell'accumulo di fango che il canale di scolo, che viene dalla direzione della Statale, trasporta. Nel sedimento che si forma, i cavalli si affondano completamente (come è avvenuto al mio cavallo, che fortunatamente è riuscito ad avere la caparbietà di lottare  e di venire fuori).

Si passa sotto il ponte, si torna sulla riva sinistra e si sale su una stradella che porta sulla carrareccia che segue il corso del fiume a circa 50 metri. Si entra nello stradone della cava, si prosegue a sinistra fino a raggiungere l'ingresso della cava stessa, chiusa da una sbarra, la quale viene aggirata a sinistra e si oltrepassa. Si sale dapprima per uno stradone fino sopra il vecchio sito della cava; poi diventa sentiero e poi ancora strada fino a Case di Rontagnano.
A quel punto, troviamo a sinistra un'edicola, un palo indicatore con i segnavia,un tavolo con due panche e un bidone per la spazzatura, il tutto in buono stato.
Siamo ad un incrocio e la nostra direzione è la sinistra, ma prima proseguiamo più avanti per godere del punto estremamente panoramico: San Leo, San Marino, la Rocca di Maioletto, Monte Il Fotogno, il Mare Adriatico, Carpegna, Villagrande, il Castello di Uffogliano, Monte Bello, Sogliano al Rubicone, San Giovanni in Galilea e altre gemme preziose appaiono tutt'attorno in tonalità di verde differenti.
In questo punto, se si vuole evitare di recarsi al Centro Ippico Prati Verdi, si può procedere dritti fino sotto al colle di Monte Matto, aggirarlo come mostra il sentiero tratteggiato rosso per arrivare a Cà Mordini, osteria dell’agriturismo la Psioun e Casano e ove gli alloggi della stessa.
In caso di forti piogge, di nevicate o di infortunio, è un tratto utile per abbreviare molto il tempo di esposizione o di soccorso. Si comincia a scendere fino al Rio Morsano con il sentiero segnato come Ok.
Fare attenzione al guado nel periodo delle forti piogge, dove accumuli fangosi possono essere una difficoltà per i cavalli. Al di là della strada, si trova subito una strada che comincia a salire fino a Ginestreto. Come riferimento prendere il rudere di Colombara.
Anche Ca di Bucci è un rudere, ma il capanno a sinistra della vostra direzione offre un rifugio momentaneo dalla pioggia, ma… attenzione al tetto che, sebbene non ancora pericolante, è mal ridotto.

Periodo consigliato: da Perticara a Ca' del Vento si può fare relativamente in ogni stagione. Per il fiume bisogna tenere presente le alluvioni e i disgeli. Non sempre quindi è possibile percorrerlo.
Le zone del Monte la Costa, del Monte Matto, di Monte Leta sono pericolose se bagnate o per la siccità. Nel primo caso sono scivolose e si può precipitare nei calanchi, nel secondo caso nei periodi di forte siccità, possono presentare spaccature pericolose per le zampe dei cavalli. Da Ginestreto il percorso è meno “stagionale”.

Cartografia utilizzata, tipo IGMI:
Sezione I (Mercato Saraceno) Foglio 266
Sezione II (Novafeltria) Foglio 266
Sezione IV (San Marino) Foglio 267


Limiti amministrativi:
Regione: Marche
Provincia: Pesaro - Urbino
Comuni: Novafeltria

Regione: Emilia Romagna
Provincia: Forlì - Cesena
Comuni: Sogliano al Rubicone

© 2005-2017 Comunità Montana Alta Valmarecchia - Gestito con docweb - [id]